Armatura da Uomo d’Arme 1500-1510 Gerino Gerini – Articolo Eugenio Larosa
Un’armatura da uomo d’arme per San Michele Arcangelo nella pala di Gerino da Pistoia.
Madonna con Bambino in trono tra San Michele Arcangelo, San Pietro, San Paolo, San Giovanni Battista.
Datata 1509.
Opera di Gerini Gerino Detto Gerino Da Pistoia (1480/ Post 1531)
Conservata presso il Museo Civico di Pistoia – Palazzo degli Anziani.
L’opera è attribuita a Gerino d’Antonio Gerini, detto Gerino da Pistoia, pittore nato intorno al 1480 e morto probabilmente dopo il 1531. Fu attivo tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, operando soprattutto nell’ambito della cultura figurativa umbro-toscana. Seguace del Perugino, con il quale collaborò per buona parte della carriera, risentì anche dell’influenza di Pinturicchio. Giorgio Vasari lo ricordò come un diligente coloritore, sottolineandone la cura nella resa cromatica e nella finitura delle immagini.
Tra il 1502 e il 1529 Gerino lavorò in diversi centri, tra cui Pistoia e Borgo San Sepolcro. A Pistoia realizzò opere per la chiesa di San Pietro, mentre a Borgo San Sepolcro dipinse uno stendardo per la chiesa di Sant’Agostino, la Madonna del Soccorso, considerata uno dei suoi rari dipinti autografi. Fra le sue opere note si ricorda anche la Madonna e sei santi, firmata e datata 1529, oggi conservata agli Uffizi. Diverse opere minori sono tuttora conservate nella sua città natale.
Nei particolari qui osservati, San Michele Arcangelo è rappresentato mentre indossa una armatura bianca da uomo d’arme, vicina al gusto tardo quattrocentesco e primo cinquecentesco.
L’arcangelo porta una corazza completa, liscia e bordata d’oro, composta da pettorale bombato, grandi spallacci articolati, bracciali in piastra, falda a lame con scarselle anteriori, cosciali, ginocchielli e schinieri.
Le zone di snodo e di maggiore mobilità, gola, ascelle, inguine e piedi, sono protette da maglia di ferro, ben visibile sotto la corazza e lungo il margine inferiore della falda.
L’assenza dell’elmo e delle manopole risponde a esigenze iconografiche più che militari: il volto angelico e le mani devono rimanere visibili, secondo la tradizione devozionale. Le bordure dorate, le cinghie rosse e i rivetti evidenziati conferiscono invece all’insieme il carattere di una corazza nobile, preziosa e idealizzata, adatta alla figura del guerriero celeste.
Nel complesso, Gerino da Pistoia non raffigura una generica armatura simbolica, ma una difesa credibile e tecnicamente articolata, pur trasformata dalla pittura in un’immagine di eleganza spirituale e cortese.
Bibliografia :
G. Vasari, Le vite (1568), a cura di G. Milanesi, III, Firenze 1878, pp. 506-508, 592
E. Carli, Il pittore Gerino da Pistoia, in Egemonia fiorentina e autonomie locali nella Toscana nord-occidentale del primo Rinascimento -Atti del VII Convegno Internazionale di Studi (Pistoia, 18-25 settembre 1975) , Pistoia 1978.
Armatura da Uomo d’Arme 1500-1510 Gerino Gerini – Articolo Eugenio Larosa































