Scarsella del XV secolo: dallo studio alla ricostruzione storica – Eugenio Larosa
Le Scarselle del XV secolo: studio, ricostruzione e sperimentazione
Con il termine scarsella viene indicata generalmente una piccola borsa da cintura, diffusa in Europa tra la fine del Medioevo e il Rinascimento, utilizzata per contenere denaro e piccoli oggetti personali.
Appesa alla cintura tramite lacci, passanti o montature metalliche, la scarsella rappresentava una delle soluzioni più comuni all’assenza di tasche negli abiti dell’epoca.
In Italia, tuttavia, la sua presenza è meno documentata rispetto ad altre regioni europee, dove si trovano numerosi reperti databili al XV secolo.
Nel panorama italiano della seconda metà del XV secolo, la presenza della scarsella, seppur oggi molto diffusa in ambito rievocativo, risulta in realtà piuttosto limitata. Le fonti d’epoca, tra cronache e archivi notarili, attestano infatti un ampio uso di piccole sacche in pelle o in tela portate sotto la sopravveste, mentre sono rari i riferimenti a quelle che oggi definiamo comunemente scarselle.
Pur consapevole della scarsa attestazione di questo accessorio nel contesto italiano del Quattrocento, ho scelto di farmi realizzare due differenti tipologie di scarsella, come parte del mio lavoro di sperimentazione e di ricerca sulla cultura materiale dell’epoca.
La scarsella da lavoro: tra iconografia e archeologia del cuoio
Il primo modello trae ispirazione da una stampa datata 1465 attribuita a Baccio Baldini, oggi conservata al British Museum di Londra, raffigurante un uomo al lavoro.

Da questa immagine stata tratta la forma esterna della scarsella, mentre per la struttura interna e la scelta dei materiali ci si è basati sui reperti documentati nel volume Purses in Pieces di Olaf Goubitz, integrando ulteriori riferimenti provenienti dagli studi del London Museum.
Si tratta di una scarsella funzionale, che potremmo definire “da lavoro”: sono stati scelti materiali robusti e resistenti, impiegando due diversi tipi di cuoio conciato al vegetale, più spesso per la parte esterna e strutturale, più sottile e morbido per le sacche interne, con fodere in lino laddove necessario.
Le minuterie metalliche sono state interamente realizzate a mano, partendo da piastrini in ottone.
La scarsella signorile: una replica di livello museale
Il secondo modello rappresenta invece una versione più raffinata e di carattere signorile, concepita per un abbigliamento da mercante o da cittadino agiato.
Si tratta ancora di una scarsella da cintura, ma in questo caso si è puntato a un livello di fedeltà storica e cura artigianale di qualità museale, frutto di una ricerca approfondita su originali d’epoca e materiali coevi.
La scarsella è realizzata con diversi tipologie e spessori di pelle, bovina e ovina, e completata con una foderi di tessuto di canapa.
Particolare attenzione è stata riservata alle cuciture, eseguite con materiali analoghi a quelli attestati nei reperti originali, secondo tecniche compatibili con la manifattura quattrocentesca.
La fibbia, infine, è realizzata in lega di stagno, come documentato nei ritrovamenti archeologici.
Pur non utilizzandola abitualmente nelle mie attività di rievocazione, poiché, a mio giudizio, la scarsella resta un accessorio di rara attestazione in Italia nel XV secolo, considero questo pezzo un importante strumento didattico e divulgativo.
Permette infatti di mostrare ai visitatori un esempio concreto di replica di alta qualità, frutto di una ricerca storica accurata e di una realizzazione artigianale difficilmente reperibile sul mercato contemporaneo.
Scarsella del XV secolo: dallo studio alla ricostruzione storica – Eugenio Larosa



















