Crudelissima Virago: Caterina Sforza la Crudele – recensione di Eugenio Larosa
Recensione di Crudelissima Virago. La vera storia di Caterina Sforza secondo Paolo Cortesi
Devo confessare che attendevo da tempo un contributo capace di introdurre uno sguardo nuovo all’interno della vasta letteratura dedicata a Caterina Sforza, una produzione ampia e autorevole, ma spesso segnata dalla ripetizione di schemi interpretativi ormai consolidati.
Con “Crudelissima Virago. La vera storia di Caterina Sforza”, pubblicato da Foschi Editore nel 2025, Paolo Cortesi affronta una delle figure più celebri, controverse e mitizzate del Rinascimento italiano: Caterina Sforza, Signora di Imola e di Forlì.
Il volume nasce da un intento chiaro e, per certi aspetti, coraggioso: sottrarre Caterina alla lunga tradizione celebrativa che, soprattutto a partire dall’Ottocento, ne ha costruito l’immagine romantica della donna indomita, passionale, eroica e quasi leggendaria.
Perché l’ho acquistato:
Ho acquistato questo libro perché mi interessava confrontarmi con una lettura diversa di Caterina Sforza, capace di uscire dai binari più consueti della sua rappresentazione storica.
Da tempo avvertivo la necessità di un contributo che non si limitasse a riproporre l’immagine ormai consolidata della “Tigre di Forlì”, figura indomita, eroica e quasi leggendaria, ma che provasse invece a interrogare criticamente quella memoria.
Il merito principale del volume sta proprio in questa scelta di campo. Cortesi non si limita a ripetere il profilo più noto di Caterina, ma tenta di rimettere in discussione una tradizione sedimentata, affrontando il personaggio da una prospettiva più aspra, meno indulgente e certamente meno convenzionale.
È un’operazione che ho trovato, almeno nelle intenzioni, utile e stimolante. Ogni personaggio storico che diventa mito rischia infatti di perdere consistenza documentaria e complessità umana. Per questo ho voluto leggere il libro: per capire se fosse davvero possibile guardare Caterina non come icona romantica o simbolo municipale, ma come figura politica concreta, inserita in un mondo segnato da violenza, ambizione dinastica, instabilità istituzionale e lotte per il potere.
Lettura:
La scrittura di Cortesi si distingue per la chiarezza divulgativa.
Il volume è scorrevole, accessibile e pensato per coinvolgere anche un pubblico non specialistico, senza però rinunciare alla volontà di proporre una tesi precisa e riconoscibile.
L’autore costruisce un ritratto volutamente netto di Caterina Sforza, a tratti provocatorio, ma proprio per questo capace di stimolare il dibattito.
La lettura invita infatti a interrogarsi su un punto centrale: quanto della Caterina comunemente conosciuta appartiene davvero alla storia documentata e quanto, invece, è frutto di una successiva elaborazione letteraria, politica, municipale e celebrativa?
Da questo punto di vista, il libro ha il merito di non lasciare il lettore in una posizione passiva.
Anche quando si può non concordare con tutte le conclusioni dell’autore, la narrazione spinge a riflettere criticamente sulla costruzione del mito di Caterina e sul modo in cui la memoria storica può trasformare una figura complessa in un personaggio quasi simbolico.
Documentazione:
Cortesi rivendica una lettura meno leggendaria e più aderente alla documentazione, e questo rappresenta senza dubbio uno degli aspetti più interessanti del suo lavoro.
La volontà di tornare alle fonti e di sottrarre Caterina Sforza alla dimensione del mito costituisce un punto di partenza importante, soprattutto per un personaggio la cui immagine è stata a lungo filtrata da narrazioni celebrative, tradizioni locali e riletture successive.
Proprio per questo, però, un’operazione così ambiziosa richiede particolare cautela metodologica.
Quando si affronta una figura tanto complessa, sarebbe necessario distinguere con la massima precisione tra cronache coeve, testimonianze ostili, giudizi prodotti in contesti politici specifici, tradizioni storiografiche successive, fonti secondarie e interpretazioni moderne.
La qualità della ricostruzione storica dipende infatti dalla capacità di separare il dato documentario dal giudizio morale e dalla stratificazione della memoria.
Nel caso di Caterina Sforza, questa distinzione è particolarmente importante, perché la sua figura è stata più volte reinterpretata: prima dai contemporanei, spesso coinvolti nelle lotte politiche del tempo; poi dalla storiografia; infine dalla memoria romantica, municipale e divulgativa.
A mio Parere:
La forza della tesi di Cortesi è anche il punto più discutibile del volume.
Nel tentativo, legittimo, di superare l’immagine romantica di Caterina Sforza, l’autore insiste sugli aspetti più duri del personaggio, restituendo una donna di potere severa, determinata e talvolta crudele.
Questa lettura è utile perché contrasta la celebrazione acritica, ma in alcuni passaggi avrebbe forse richiesto una maggiore contestualizzazione.
Caterina visse nel secondo Quattrocento, un’epoca in cui violenza signorile, repressione degli avversari, vendetta politica e difesa dinastica erano parte della prassi del potere.
Un altro aspetto da considerare riguarda il governo di Forlì. Caterina fu certamente figura rappresentativa del dominio sforzesco, ma l’amministrazione cittadina fu fortemente condizionata da governatori, commissari e funzionari forestieri, legati alle esigenze della signoria di riferimento, prima sforzesca e poi fiorentina.
Per questo attribuire a Caterina ogni responsabilità politica e amministrativa rischia di semplificare un quadro molto più articolato.
La sua personalità e le sue scelte ebbero certamente un peso, ma andrebbero lette insieme alle logiche dinastiche, agli interessi esterni e alla struttura concreta del potere cittadino.
Nel complesso, Crudelissima Virago è un libro vivace, coraggioso e utile.
Non è una biografia celebrativa, ma un testo che prende posizione e invita a riconsiderare criticamente una figura spesso imprigionata nel mito.
Anche quando non si condividono tutte le conclusioni dell’autore, il volume ha il merito di riaprire il confronto su Caterina Sforza.
La sua importanza sta soprattutto nella capacità di provocare una riflessione.
La verità storica su Caterina, probabilmente, non si trova né nella leggenda eroica né nella demolizione del personaggio, ma nel difficile equilibrio tra personalità, dinastia, governo cittadino e pratiche del potere nel Quattrocento italiano.
Crudelissima virago. La vera storia di Caterina Sforza
Autore Paolo Cortesi
editore Foschi
Data di Pubblicazione 28 novembre 2025
192 Pagine
ISBN 8833202151
Link al sito dell’editore:
https://www.foschieditore.com/libro/crudelissima-virago-la-vera-storia-di-caterina-sforza/





