DE LO CAPITANO RUGGINOSO
Fu già uno capitano d’arme de la Marca, chiamato messer Leone Spadatorta, c’havea più superbia che denari, più parole che fanti, et più ruggine indosso che buon ferro.
Andava costui per castella a cercar soldo, mostrando corazza rotta, elmo mozzo et bracciali sì arrugginiti che pareano usciti d’un pozzo.
Arrivato un dì a uno castello non molto discosto da la pieve di Gurone, chiese udienza al Castellano, facendosi annunziare per grande capitano et huomo assai provato nell’arme.
Questi si che lo vide disse:
— Messere, cotesta arme vostra par assai mal condotta.
Egli con gran gravità disse:
— Stolto è chi così mal giudica, che non conoscete voi l’honore. L’arme lucida sta nelle casse de’ codardi; l’arme rugginosa torna dal campo. Chi ha ferro netto non ha mai visto battaglia.
Ora avvenne che uno giovine condottiero, il quale era al soldo del signore di quel luogo, udì sì fatta offesa et quello ingiurioso vantamento; onde, punto nell’honore suo et del padrone, disse:
— Messere, si che dite la ruggine par segno di valore, proviamo se ella mena colpi.
Fu ordinato uno scontro nel prato di fronte a lo castello; et Gurone venne chiamato perché, bisognando, non mancassero a un buon cristiano li ultimi servigi.
Leone montato a cavallo con gran fatica, ché la corazza gli stringeva come il debito c’avea da l’usuraio. Al primo assalto stette ad alzare il braccio, ma la ruggine l’havea sì serrato che non poté moverlo più d’un palmo.
Il giovine lo percosse leggermente nello scudo, et Leone cadde di sella con romore da parer campana vecchia tratta dal campanile.
Il Piovano Gurone, che poco era distante, disse guardando lo capitano a terra:
– Capitano, voi havete ragione in parte: l’arme troppo lucida può essere vanità, ma l’arme troppo rugginosa è confessione. Ché lo soldato deve haver ferro netto per combattere, non ferro marcio per predicare. Et chi vende per valore la propria miseria, quando viene alla prova, trova compratore solamente nel ridicolo.
Et così, non trovando condotta come capitano, Leone Spadatorta si mise a insegnare a’ giovani l’arte della guerra a parole; nella qual cosa assai meglio riuscì, si che lì la ruggine non gli impediva di muovere le braccia.
E molti altri, simili a lui, gli si fecero intorno, onde parve che avesse finalmente trovato compagnia: non già d’arme, ma di lingua.




